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lunedì 3 marzo 2008

Castità




La castità che è via per praticare l' "amatevi come io vi ho amato" (Gv 13, 34) e non il castrante, limitatissimo "ama il prossimo tuo come te stesso" (Lv 19,18), può conoscere nella nostra vita emotiva e psichica interfenze (esempio ne è l'erotismo sognato, sublimato di cui ogni essere umano fa esperienza), non conflitti. I quali si verrebbero a creare, offendendo gravemente il Regno di Dio che c'abita, qualora chiudessimo la porta all' "amatevi come io io vi ho amato" che s'esplica nella realtà sempre mutevole della vita in gesti concreti: l'offerta di sé in cui consiste una carezza, un bacio, un abbraccio — la samaritana resa di sé a Dio nell'altro, l'amore senza concupiscenza (Lc 10,25-37). L'affettività che ci sorride, l'affettività redenta o in via di redenzione è sorella della castità, è figlia dell'amore. Amore che è metànoia, sofferto felice transito dalla coscienza alla veglia. Amore che è risveglio alla precarieta' dell'altro, che è sempre indigente, sempre povero in quanto sempre bisognoso d'amore.

mercoledì 27 febbraio 2008

Via dalla Jemeinigkeit




"Incontro con Gesù Cristo. Esperienza del fatto che qui è dato un rovesciamento completo dell'essere uomo per il fatto che Gesù, soltanto «esiste-per-gli-altri». L'«esserci-per-gli-altri» di Gesù è l'esperienza della trascendenza! (...). Fede è il partecipare a questo essere di Gesù".


"Il nostro rapporto con Dio non è un rapporto «religioso» con un essere, il più alto, il più potente, il migliore che si possa pensare — questa non è autentica trascendenza — bensì è una nuova vita dell'«esserci-per-gli-altri», nel partecipare all'essere di Gesù".


Dietrich Bonhoeffer

sabato 23 febbraio 2008

Abbà

Giovanni 4, 5-42


Giunse pertanto a una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua...





Alla samaritana che chiede se il vero culto abbia il suo centro a Gerusalemme o sul monte Garizim Gesù risponde che "è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre". Il dio preservato nelle proposizioni del Concilio di Trento non è l'Abbà di Gesù. Solo il cuore e quindi l'intenzione pura o gratuità è gradita a Dio e non sacrifici e penitenze. Gesù ci vuole liberi dalla Legge, ci chiama all'Amore, "il Padre cerca tali adoratori", figli amici amanti e non mercenari. Amore da accogliere e non da meritare attraverso l'osservanza di precetti. "Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità". Collaborare alla cura dei fratelli è vero spirito di preghiera, amare con Dio l'altro uomo, amare come Dio ama. E Dio non va adulato ma amato.