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mercoledì 5 marzo 2008

Temperanza



Il giurista Gustavo Zagrebelsky sulle pagine de la Repubblica, in data 22 febbraio 2008, lucidamente scrive: "Prendiamo la discussione odierna circa la sorte degli “immaturi”, i nati diverse settimane prima del tempo, portatori di deficienze nello sviluppo di organi e funzioni destinate a pesare più o meno pesantemente sull’esistenza futura, sempre che ci sia. C’è un qualunque legislatore che possa ragionevolmente imporre una regola assoluta circa il che fare? Per esempio, la rianimazione sempre e a ogni costo, senza considerare nient’altro? Solo la cieca assunzione della vita come valore assoluto, della vita come mera materia vivente, potrebbe giustificarla. Ma sarebbe, in molti casi, un arbitrio. Ogni caso è diverso dall’altro e i rigidi automatismi legali, quando si tratta di principi da far valere in situazioni morali di conflitto, si trasformano in sopraffazione".

sabato 1 marzo 2008

Con i Tuoi occhi

Gv 9, 1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?»...





"Se le porte della percezione — scriveva William Blake — fossero purificate tutto apparirebbe come è, infinito", eppure una fede della capacità d'un granello di senapa sana, abilita a vedere che finitezza, limite e debolezza — ciò che la croce frontalmente afferma — sono scelti, assunti da Dio. Il quale è attratto dal malato perché malato: bestemmia questa, per il fariseo d'ogni tempo che vede peccato, colpa laddove c'è dolore, ferita, che non può vedere-credere che Dio ami l'uomo così com'è.

Etsi deus non daretur




Che ateismo e violenza siano fratelli, che "se Dio non esiste, tutto è lecito" è un'idea vana. In nome di Dio sono la decima, la Legge, la patria, la classe. In nome di Dio il Figlio di Dio è morto, ammazzato, come un maledetto da Dio.