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sabato 22 marzo 2008

Chantal




In comunione con Chantal. 

E con don Franco da cui ricevo e pubblico:


PASQUA = PROGRESSO = EUTANASIA


Il suicidio di Chantal Sébire, cui è stata negata l’eutanasia dalle istituzioni francesi, crolla come una valanga sulla chiesa di Wojtyla e di Ratzinger, che fanno della risurrezione del Cristo un principio reazionario, anziché progressista e riformista.

Il volto di Chantal, sfigurato dal tumore, rimarrà fra le icone lancinanti del nostro tempo, che s’apre faticosamente il varco verso il sano illuminismo della ragione e della fede.

 

Sac. Dr. Franco Ratti

Fondatore e Presidente del MO.CO.VA.

(Movimento Concilio Vaticano II)

www.mocova.org

Monopoli (Bari)

lunedì 17 marzo 2008

Realpolitik




Se è vero che le meditazioni della via crucis al Colosseo quest'anno sono state scritte da un vescovo cinese e che l'enciclica di prossima pubblicazione è stata già tradotta in cinese, Roma ha tutto l'interesse strategico a tacere sulla questione Cina-Tibet.

mercoledì 27 febbraio 2008

Militia




Incomprensibile la difesa ossessiva di tutto ciò che è legame di sangue e vita strettamente biologica. Incomprensibile e inaccettabile la negazione del fatto cristiano, che ogni essere umano ci è fratello e che per padre non abbiamo altri che Dio. 


Incomprensibile e inaccettabile il disprezzo, l'attiva indifferenza verso debolezza e semplicità, verso coloro che hanno poco, per provvidenza, contingenza o vocazione che sia. Cioè, in breve, verso chiunque sia diverso dall'homo Ratzinger o dall'homo Woityla, dalla mulier madre sennò suora: escludenti e mai includenti, ubbidienti senza discrimine e discernimento, ubbidienti fino all'oblio di Gesù Cristo qualora sia subdolamente, indirettamente ordinato (qualora sia "necessario"). Ciechi e sordi a qualsiasi soffio dello Spirito o grido di fratello.

martedì 26 febbraio 2008

Naturalizzazione



La definizione di ciò che è natura e di ciò che non lo è molto spesso è un prodotto della cultura. Il criterio dovrebbe esser non la natura ma la dignità dell'uomo. Morale non è ciò che è naturale ma ciò che ci umanizza, immorale ciò che attenta alla dignità nostra e dei fratelli.

sabato 23 febbraio 2008

Gotta




Le imponenti barriere de jure e de facto, la nevrosi del dogma. L'afoso, soffocante cemento, il freddo acciaio del magistero (un'impalcatura barocca che fa venire in mente i lunghi merletti che coprivano polsi e mani, a celar le tracce di gotta) che si sostituisce via via, pian piano, al legno verde, alla fresca rugiada del vangelo. L'eucaristia per pochi, gli ordini sacri per pochissimi, i muri di gomma, i continui sermoni ideologici tesi a inculcar l'odio anzitutto per noi stessi e poi per tutti agli altri perché nessuno sia in pace, nessuno viva Dio, nessuno abbia il nostro amore, nessuno sia esente da pesi.

venerdì 22 febbraio 2008

Nulla salus extra Deum




"Chi può dire — si chiedeva T. Merton negli anni della censura del suo lavoro — con certezza assoluta di ogni altro uomo che Cristo non viva in lui?" Il Concilio Vaticano II non aveva archiviato l'idea che l'appartenenza ad una specifica chiesa, quella cattolica romana, fosse la condizione decisiva per la salvezza? Non privilegiò la coscienza nelle cose dello spirito? Perché umiliare e non incoraggiare? Perché, in sintesi, solo un figlio del papa può dirsi cristiano? «Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio» (Romani 3.23). Nessuno ha il monopolio della verità. Faccio interamente mie le parole del monaco benedettino Barros: «Una Chiesa fedele al proprio mandato, non può chiedere per sé nient’altro che essere semplice testimone della Verità scritta eternamente nel nome di Gesù: "Solo Dio salva". Ogni religione, Chiesa, istituzione, gruppo o persona che pretendessero sottrarre a Dio la parola di salvezza per trasformarla in suo proprio monopolio, bestemmierebbe come l’antica Babele e si coprirebbe di ridicolo davanti a Dio. La fede è rivelata in parole umane e conserviamo questo tesoro nei vasi di creta delle nostre religioni».

Dio che unisce amando




Si può amare solo se ci guida un Principio e un Istinto interiore, che noi cristiani chiamiamo Spirito Santo, “senz’altra guida o luce fuor di quella che in cuor mi riluce” osava dire e così vivere san Giovanni della Croce. Lo scisma è davvero quello tra credenti e atei come afferma Benedetto XVI? Ma chi non sarebbe ateo senza il dono della fede? Si legga il versetto cento della decima sura del Corano: “Se Noi volessimo tutti gli uomini crederebbero in Allah, ma Egli non obbliga nessuno a essere credente”. La fede viva, tra me, nulla, e Tu, Tutto, Tu, Essere («il punto focale di ogni persona è Dio… il mio io è Dio, e io non conosco altro io che il mio Dio», queste le parole di santa Caterina da Siena) torna ad esser vittima del peggior sospetto (tabula rasa della e dalla mistica si era fatta almeno duecento anni fa, Molinos non pagò forse le “colpe” che meritava il santo dottore Giovanni della Croce? Li si confronti, Molinos talvolta si rifà espressamente al santo carmelitano), si coniamo con disprezzo termini nuovi, si parla di intimismo (promosso il tradizionale rosario, non promossa la tradizionale preghiera del cuore), e si sospetta sempre, la malafede regna, eppure quale fiducia ha Dio nella nostra libertà mossa e promossa da Lui, che è anzitutto Amore ed insieme e poi Logos: Dio è Amore (su tutto prevale la folgore, scriveva Eraclito), Gesù Cristo è il Logos dell’Amore, Dio umano, Amore “Logico”, schierato a favore degli uomini alle prese con la complessità del reale, Dio che unisce amando, e non separa mercé pensieri identitari.